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Airbnb e cedolare secca: possibili rimborsi fiscali per gli host che hanno versato due volte le imposte

Nuove opportunità di rimborso per i proprietari di immobili che hanno effettuato locazioni brevi attraverso piattaforme come Airbnb e Booking. La regolarizzazione delle ritenute fiscali relative agli anni 2022 e 2023 apre la possibilità di recuperare gli importi eventualmente versati in duplicazione.

Cedolare secca e locazioni brevi: cosa è successo?

La gestione fiscale degli affitti brevi è stata negli ultimi anni al centro di importanti controversie tra le piattaforme di intermediazione immobiliare e l’Amministrazione finanziaria.

In particolare, la regolarizzazione delle ritenute fiscali relative ai redditi da locazione breve ha aperto una questione di significativo interesse per numerosi proprietari immobiliari.

Gli host che hanno già provveduto autonomamente al pagamento della cedolare secca sui redditi percepiti attraverso Airbnb o Booking potrebbero infatti trovarsi nella condizione di aver assolto un’imposta successivamente versata anche dall’intermediario.

In presenza di un’effettiva duplicazione del pagamento, può quindi essere valutata la possibilità di presentare un’istanza di rimborso all’Agenzia delle Entrate.

Chi può richiedere il rimborso?

La possibilità di ottenere il rimborso riguarda principalmente le persone fisiche che hanno svolto attività di locazione breve al di fuori dell’esercizio di un’impresa.

In particolare, occorre verificare le seguenti condizioni:

  • Essere persone fisiche che operano come locatori non imprenditoriali.
  • Non aver esercitato l’attività di locazione nell’ambito di una partita IVA.
  • Aver applicato e versato la cedolare secca sui redditi derivanti dalle locazioni brevi.
  • Aver percepito i relativi redditi tramite piattaforme come Airbnb o Booking.
  • Poter documentare l’effettivo doppio versamento dell’imposta.

La presenza di queste condizioni non determina automaticamente il diritto al rimborso, che deve essere verificato attraverso un’analisi della posizione fiscale individuale.

Le annualità interessate e i termini per il rimborso

Particolare attenzione deve essere riservata agli anni d’imposta 2022 e 2023, per i quali la documentazione informativa indica le seguenti scadenze:

Anno 2022: termine indicato per la presentazione dell’istanza di rimborso: giugno 2027.

Anno 2023: termine indicato per la presentazione dell’istanza di rimborso: giugno 2028.

Per le annualità dal 2017 al 2021, invece, i termini ordinari risultano generalmente trascorsi, salvo situazioni particolari da verificare.

L’effettiva applicabilità delle scadenze dipende dalla data dei versamenti, dal presupposto giuridico della richiesta e dalla specifica posizione del contribuente.

Come verificare il diritto al rimborso

Prima di procedere con un’istanza è necessario ricostruire correttamente la situazione fiscale dell’host, esaminando le dichiarazioni dei redditi, i versamenti effettuati, la documentazione relativa ai canoni percepiti e le eventuali ritenute assolte dagli intermediari.

Una valutazione preventiva consente di individuare le somme potenzialmente recuperabili e verificare la sussistenza dei requisiti necessari per presentare una richiesta motivata all’Amministrazione finanziaria.

L’assistenza dell’Avv. Giampaolo Campoli

Lo Studio dell’Avv. Giampaolo Campoli, specializzato in fiscalità immobiliare e tutela patrimoniale, offre assistenza nella valutazione delle posizioni fiscali relative alle locazioni brevi e nella verifica dei presupposti per eventuali richieste di rimborso.

Hai affittato un immobile attraverso Airbnb o Booking e hai versato la cedolare secca per gli anni 2022 o 2023?

Contatta lo Studio per verificare la tua posizione e valutare l’eventuale possibilità di recuperare le imposte versate in duplicazione.